La Commissione europea ha pubblicato a dicembre 2025 l’ultimo Flash Eurobarometro 566 (Consumer behaviour in the energy transition - dicembre 2025 - Eurobarometer survey), un sondaggio che analizza il comportamento dei consumatori dell’Unione europea nel contesto della transizione energetica.
L’indagine è stata realizzata tra il 30 giugno e il 15 luglio 2025 nei 27 Stati membri dell’UE, coinvolgendo 18 250 persone. Il focus del sondaggio riguarda diversi aspetti: la fiducia nei mercati e nei fornitori di energia, il livello di soddisfazione per i servizi energetici, la comprensione delle bollette e le scelte dei cittadini sul cambio di fornitore di energia.
Le priorità per migliorare il settore energetico
Secondo i risultati, tra le richieste per il miglioramento nel settore energetico, troviamo al primo posto, con il 38%, la protezione e la tutela dei consumatori vulnerabili e di coloro che vivono in povertà energetica.
Tra le altre priorità emergono: una maggiore chiarezza e trasparenza nelle bollette energetiche (34%); una maggiore prevenzione nelle pratiche commerciali sleali, come il telemarketing (34%); un accesso migliore ai dati energetici e agli strumenti digitali di monitoraggio (28%); un trasferimento più semplice da un fornitore di energia all’altro (20%).
Il cambio di fornitore
Negli ultimi tre anni, il 38% degli intervistati ha cambiato fornitore di energia elettrica, mentre il 33% ha cambiato quello del gas. Tuttavia, molti consumatori decidono di restare con il proprio operatore e tra le motivazioni principali emergono:
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la soddisfazione per affidabilità, il servizio e il prezzo dell’attuale fornitore (52%);
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la convinzione che non esistano differenze significative tra i fornitori (26%);
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la difficoltà nel confrontare le proposte sul mercato (15%);
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la percezione di procedure complesse o troppo lunghe (13%);
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la preoccupazione per interruzioni o problemi tecnici (10%).
Comprensione delle bollette
Un altro tema critico riguarda la comprensione delle bollette energetiche. A livello europeo, molti consumatori dichiarano difficoltà nel comprendere: tasse e costi legati alla manutenzione delle infrastrutture; il costo per unità consumata; il calcolo del pagamento totale; termini contrattuali, penali e condizioni di fornitura.
I RISULTATI IN ITALIA
Anche in Italia, la principale priorità nel settore energetico resta la tutela dei consumatori vulnerabili e di coloro che vivono in povertà energetica (44%). Al secondo posto si colloca la richiesta di una maggiore prevenzione di pratiche commerciali scorrette (38%).
Per quanto riguarda il cambiamento di fornitore, il 24% degli italiani ha dichiarato di averlo fatto nell’ultimo anno. Tra le motivazioni che spingono a non cambiare fornitore emergono, come nel resto d’Europa, la soddisfazione per l’affidabilità, per il servizio e il prezzo del suo attuale fornitore e la convinzione che non ci siano differenze tra i fornitori di energia.
Alla domanda sulla motivazione a cambiare le abitudini relative al consumo energetico domestico, la maggior parte si dice disposta a ridurre l’uso del riscaldamento e aria condizionata o utilizzare gli elettrodomestici fuori dalle ore di punta, soprattutto per motivi economici e, in parte, per quelli ambientali (rispettivamente 39% e 35%).
Resta un dato critico: in Italia la fiducia nel mercato energetico è più bassa rispetto alla media europea: il 35% degli intervistati tende a non fidarsi del mercato nazionale (contro il 20% nell’UE), mentre il 40% afferma di avere fiducia, rispetto al 50% della media europea.
I DATI DI CITTADINANZATTIVA
Lo scorso novembre 2025 Cittadinanzattiva ha realizzato una consultazione civica in tema di sostenibilità energetica con l’obiettivo di rilevare percezioni e orientamenti dei cittadini sul tema. La consultazione ha visto la partecipazione di oltre 2.300 cittadini. Le evidenze più salienti riguardano vulnerabilità e asimmetrie informative e un mercato percepito come complesso e poco accessibile. Inoltre, cambi normativi, truffe e scarsa trasparenza generano sfiducia e senso di impotenza. Questo quadro conferma e spiega la mancanza di fiducia nei confronti del mercato denunciata da Eurobarometro.
I bisogni più urgenti emersi dalle rilevazioni di Cittadinanzattiva:
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Cittadini disponibili ad agire, ma limitati da barriere
Le persone vogliono risparmiare, accedere agli incentivi, partecipare alle CER e contribuire alla transizione. La volontà c’è: mancano informazioni chiare, semplicità amministrativa e possibilità economiche.
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Incentivi: importanti ma poco accessibili
Sono percepiti come utili, ma spesso complessi, instabili o poco comprensibili. Le fasce fragili rischiano di auto-escludersi (“non è per me”).
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CER: potenziale alto, accesso difficile
I cittadini ne comprendono le funzioni, ma chiedono supporto tecnico, informativo ed economico. Rischio: CER limitate ai contesti più competenti, lasciando fuori i più vulnerabili.
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Povertà energetica: emergenza trasversale
Non si chiede solo aiuto economico, ma accompagnamento, prevenzione e strumenti per evitare indebitamento e distacchi. Il tema è percepito come ampio, non marginale.
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Per una transizione giusta
Priorità indicate dai cittadini: tutela e semplificazione, sostegno alle famiglie vulnerabili, investimenti che non scarichino i costi sul singolo.
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