Sviluppare competenze digitali adeguate è una grande sfida per il nostro Paese, tradizionalmente in coda rispetto agli altri paesi europei.

Recentemente la Commissione europea ha pubblicato un nuovo sondaggio Eurobarometro “Future Needs in Digital Education" sulle opinioni dei cittadini dell’UE riguardo l’istruzione nelle competenze digitali, sul ruolo degli insegnanti nella promozione del benessere digitale degli studenti e sui rischi e benefici dell’utilizzo della tecnologia in classe.

In sintesi ciò che emerge, anche rispetto al nostro Paese, è la grande importanza percepita circa la necessità di favorire l’acquisizione di adeguate competenze digitali, a partire dagli ambienti scolastici.

In un contesto attuale in cui disinformazione, fakenews e frodi digitali sono sempre più diffuse, l’unico strumento di difesa nelle mani dei cittadini consumatori è lo sviluppo di consolidate competenze digitali che, da un lato possano aiutarli a districarsi tra le insidie del mondo digitale, e dall’altro a cogliere tutte le opportunità ad esso legate.

Risultati chiave dell’indagine Eurobarometro
L’indagine è stata realizzata a maggio 2025 in tutti i 27 Stati membri dell’Unione europea attraverso 25781 interviste.

Il 92% degli intervistati concorda sul fatto che le competenze digitali debbano essere insegnate a tutti i cittadini, in tutti i livelli di istruzione. La maggior parte ritiene, inoltre, che le competenze digitali dovrebbero avere lo stesso peso di altre materie scolastiche come matematica e scienze (78%)

Intelligenza artificiale
L’uso dell’intelligenza
artificiale nell’istruzione desta sia interesse che preoccupazione nei cittadini europei:

  • il 54% riconosce che l’IA può portare benefici ma anche rischi nell’insegnamento e nell’apprendimento;
  • l’81% crede che gli insegnanti dovrebbero essere dotati di competenze per utilizzare e comprendere l’IA, per cui risultano necessari approfondimenti e valutazioni;
  • l’85% invece vede le competenze digitali come essenziali per un utilizzo sicuro e responsabile di questi strumenti.

Tecnologie digitali nell’istruzione
Il sondaggio rivela anche le opinioni sulla tecnologia quotidiana nelle scuole: il 69% è favorevole al divieto di smartphone nelle scuole, allo stesso tempo, l’87% sostiene la promozione di tecnologie digitali progettate specificamente per l’apprendimento scolastico. Queste ultime, forniscono dei benefici per l’educazione: l’accesso ad un apprendimento personalizzato, educazione più innovativa, accessibile e inclusiva.

Inoltre, il 92% dei cittadini ritiene che le scuole dovrebbero insegnare agli studenti come gestire l’impatto delle tecnologie digitali sulla loro salute mentale e fisica. Importante è il ruolo di insegnanti, genitori e famiglie nell’insegnamento e nel supporto ai bambini nello sviluppo delle competenze necessarie per interagire in modo sicuro e responsabile con la tecnologia.

I RISULTATI IN ITALIA

Anche in Italia le opinioni seguono tendenze simili a quelle europee, con minime differenze. L’83% (meno che in UE) pensa che le competenze digitali debbano essere insegnate a tutti nelle scuole e all’università e il 91% le considera essenziali per una partecipazione nella società.

L’83% dei cittadini italiani è convinto che gli insegnanti dovrebbero disporre delle competenze per usare e comprendere l’IA, mentre l’87% ritiene indispensabili le competenze digitali per poter usare l’IA in maniera sicura e responsabile. Come nel resto dell’UE, anche in Italia l’IA è percepita come utile ma anche rischiosa nell’apprendimento.

Per quanto riguarda l’uso degli smartphone, il 68% dei cittadini è favorevole al divieto nelle scuole, mentre il 90% sostiene la promozione a scuola di tecnologie digitali appositamente sviluppate per l’apprendimento.